Da Castelnovo del Garda, Riccardo Schiroli
Il manager della nazionale di baseball Marco Mazzieri ha affascinato la platea della Coach Convention con una presentazione sul talento, come scoprirlo e come svilupparlo.
Mazzieri ha iniziato da una provocazione: "Il talento è sopravvalutato". Il manager azzurro ha puntualizzato: "Se ci fosse un gene che dà il talento, sarebbe già stato scoperto. Quello che può essere un dono di natura, parlando di giocatori di baseball, è la coordinazione occhi mani. In generale, il vero dono di natura è la volontà. Ammettiamolo" ha proseguito Mazzieri "A tutti noi è capitato di lasciare da parte i meno bravi".
Un errore grave, secondo il tecnico azzurro: "Perché non tutti diventeranno fuoriclasse, ma tutti possono migliorarsi".
"Se guardiamo ad un fuoriclasse, scopriremo sempre che dietro il suo successo c'è un lungo periodi di impegno delibrate, parola Inglese che io traduco con intenzionale, mirato a migliorare".
Per intenzionale, Mazzieri intende: "Specifico e ripetuto, con un continuo feed back, perché a qualsiasi livello la verifica è fondamentale: nessuno si deve giudicare da solo. E' qualcosa che richiede molte energie mentali e un notevole sforzo fisico. E' certamente duro e faticoso. Un fuoriclasse deve essere preparato a sacrificare molto e lo fa con passione. E la passione non è un dono di natura, si acquisisce con il tempo".
Per "Migliorare" è necessario "Identificare gli elementi da migliorare e programmare".
L'allenamento da svolgere è oltre quella che Mazzieri chiama comfort zone ( "A tutti piace allenarsi su quello che riesce bene") ma non deve arrivare ad una panic zone, il che produrrebbe uno stress contro producente: "Sia chiaro che nessuno migliora del 100% in una volta. La differenza tra acquisire un'abilità e saperla eseguire in un momento specifico, sta nel numero delle ripetizioni. Prendiamo ad esempio il bunt: come si può sperare che un ragazzo che ne esegue 2 ogni batting practice, sia in grado di metterne a terra uno perfetto quando ci serve?".
Mazzieri ha poi introdotto il suo rapporto con Alex Liddi.
"Un fuoriclasse ama quello che fa, crede in sé stesso, ha un obbiettivo e sa che dovrà convivere con il fallimento. Liddi, dalla sua prima convocazione in una nazionale giovanile nel 2000 al suo esordio in Grande Lega il 7 settembre 2011, si è allenato con impegno intenzionale (il calcolo è per difetto) per 10.000 ore. E quando l'ho visto la prima volta, non era il migliore tra i ragazzi convocati. Lo riconosce anche lui".
Mazzieri ha chiuso il suo intervento presentando un montaggio di immagini di Alex Liddi in azione: sempre sorridente, anno dopo anno. E quando Liddi è stato chiamato sul palco dal Presidente del Comitato Nazionale Tecnici (CNT) Giorgio Moretti, è stato accolto da una standing ovation da brividi.
Il terza base dei Seattle Mariners, che ha ricevuto un ricordo della sua partecipazione dalle mani di Moretti, non ha nascosto l'emozione quando la presentazione si è chiusa con la scritta "Alex Liddi, orgoglio di tutti i noi".